<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel>	<atom:link href="" rel="self" type="application/rss+xml" />	<link></link>	<title>La Community di Giorgio Tave: Blogs: I Blog di pieru</title>	<lastBuildDate>Thu, 18 Mar 2010 10:26:15 +0100</lastBuildDate>	<image>		<url>http://www.giorgiotave.it/media/images/rss_logo.jpg</url>		<title>La Community di Giorgio Tave: Blogs: I Blog di pieru</title>		<link></link>	</image>	<generator></generator>	<webMaster>giorgiotave@gmail.com</webMaster>	<description>La Community di Giorgio Tave: Blogs: I Blog di pieru</description>	<item>		<title>Outlet e spacci aziendali</title>		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 07:45:04 +0100</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/594-Amenit%25C3%25A0/1206-Outlet-e-spacci-aziendali/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/594-Amenit%25C3%25A0/1206-Outlet-e-spacci-aziendali/</link>		<description>In tempi di crisi abbiamo tutti la necessit&amp;agrave; di spendere bene i nostri soldi: outlet e spacci aziendali permettono di risparmiare denaro senza rinunciare alla qualit&amp;agrave;!Di gran moda i grandissimi outlet centers (presenti soprattutto nel centro e e nord Italia) sono dei grandi centri commerciali delle occasioni: grandi marchi presentano a prezzi di saldo capi di qualit&amp;agrave; delle passate stagioni. Gli spacci aziendali a volte permettono risparmi ancora maggiori quando le aziende produttrici mettono in vendita diretta al pubblico capi fallati, con confezioni rovinate oppure in perfette condizioni di vendita ma disponibili a prezzi (quasi) all'ingrosso.Non &amp;egrave; semplice districarsi nella giungla delle offerte e neppure distinguere un &amp;quot;vero&amp;quot; outlet da un semplice &amp;quot;select shop&amp;quot; che si &amp;egrave; autopromosso al rango di outlet semplicemente modificando l'insegna; il sito si propone come una guida di riferimento per riuscire a trovare occasioni di qualit&amp;agrave; a prezzi convenienti. </description>	</item>	<item>		<title>Il Duomo di Udine</title>		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 20:25:29 +0100</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/1180-Il-Duomo-di-Udine/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/1180-Il-Duomo-di-Udine/</link>		<description>Dedicato a Santa Maria Maggiore, il duomo di Udine &amp;egrave; stato conscrato nel 1335 anche se i lavori di rifinitura sono proseguiti per diversi anni. Nel 1348 &amp;egrave; stato ultimato il Battistero, trentacinque anni pi&amp;ugrave; tardi l'ampliamento della struttura, mentre nel 1500 sono stati modificati gli interni. Opera di provetti scultori, attivi dopo il 1343, &amp;egrave; il sarcofago del Battistero, fatto costruire dal patriarca Bertrando per ospitare le spoglie dei martiri Enrico e Fortunato, protettori della diocesi. Lo stesso sarcofago, per&amp;ograve;, ha accolto le spoglie del patriarca assassinato nel 1350. Molto importanti per lo sviluppo dell'arte friulana gli affreschi di Vitale da Bologna realizzati dall'artista, dopo il 1348, nella cappella maggiore e nella cappella di San Nicol&amp;ograve;. Qui sono ancora visibili diverse scene di vita del Santo.</description>	</item>	<item>		<title>L'Aquila e i terremoti</title>		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 22:27:11 +0100</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/1145-L%27Aquila-e-i-terremoti/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/1145-L%27Aquila-e-i-terremoti/</link>		<description>L'Aquila, al centro di una zona particolarmente sismica, fu spesso colpita da terremoti. La sciagura pi&amp;ugrave; ingente si abbatt&amp;eacute; sulla citt&amp;agrave; nel 1703. Altri terremoti di vasta entit&amp;agrave; furono precedentemente registarti nel 1349, anno in cui gli abitanti furono sul punto di abbandonare la citt&amp;agrave;. Il timore colse la cittadinanza anche nel 1452 e nove anni dopo.&amp;nbsp;Il terremoto del 2 febbraio 1703 fece inoltre crollare la Chiesa di San Bernardino, e danneggi&amp;ograve; l'acquedotto di San Giuliano.</description>	</item>	<item>		<title>Oh bej oh bej</title>		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 11:06:20 +0100</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/1079-Oh-bej-oh-bej/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/1079-Oh-bej-oh-bej/</link>		<description>La fiera degli &amp;quot;Oh bej Oh bej&amp;quot; si svolge in coincidenza con la festivit&amp;agrave; di Sant'Ambrogio, il 7 dicembre, e si articola nella zona circostante la basilica del Santo. Il nome deriva dalla frase che i vari mercanti gridavano (oh belli, oh belli) declamando le virt&amp;ugrave; delle loro merci per attirare i clienti. L'origine della festa merita di essere raccontato, anche se possono sorgere facili dubbi sulla verit&amp;agrave; storica della tradizione popolare. Secondo la leggenda, all'inizio del 1300 papa Pio IV invi&amp;ograve; a Milano Giannetto Castiglione in missione apostolica, con lo scopo di riguadagnare l'affetto degli animi ambrosiani nei confronti della Chiesa. Castiglione, antesignano uomo di marketing, pens&amp;ograve; bene di entrare a Milano il giorno di Sant'Ambrogio distribuendo dolcetti ai bambini e guadagnando un seguito sempre maggiore, fino ad arrivare alla basilica di San'Ambrogio.Il week end di Sant'Ambrogio, che tradizionalmente coincide con il giorno dell'inaugurazione della stagione della Scala, &amp;egrave; uno dei periodi pi&amp;ugrave; interessanti per visitare il capoluogo lombardo. Trovare un hotel a Milano in questi giorni non &amp;egrave; impresa facile e si deve sopportare anche un certo freddo ma ne vale sicuramente la pena. </description>	</item>	<item>		<title>Il parco dei mostri di Viterbo</title>		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 13:13:05 +0100</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/594-Amenit%25C3%25A0/1055-Il-parco-dei-mostri-di-Viterbo/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/594-Amenit%25C3%25A0/1055-Il-parco-dei-mostri-di-Viterbo/</link>		<description>Il principe, Vicino Orsini, grande estimatore di culture lontane ed espressioni artistiche di diversa provenienza, fece costruire il parco, chiamato anche &amp;quot;Bosco Sacro&amp;quot;, verso la met&amp;agrave; del 1500. Lungo i tanti e curati sentieri che percorrono il parco di Viterbo, ci si imbatte in raffigurazioni spaventose e bizzarre di animali e figure mitologiche. Il motivo che ha portato il principe a costruire il parco non &amp;egrave; conosciuto; si racconta che esso sia un pegno d'amore che il principe fece nei confronti della moglie, oppure che il principe, persona estremamente stravagante, lo abbia fatto costruire per burlarsi dei suoi amici. Le insolite creazioni, per le quali furono chiamati diversi artisti, tra i quali il grande Vignola, non hanno un nesso logico che le lega, bens&amp;igrave; sono state create assecondando gli spunti offerti dalle forme grezze dei massi sparsi nel parco. Quindi, pu&amp;ograve; capitare di imbattersi in un gigante colossale che trattiene per le gambe una persona, o in una tartaruga gigantesca sormontata da una figura musicale; proseguendo si possono ammirare la casetta pendente, una maschera demoniaca, un elefante in battaglia, un drago che lotta contro un cane e un leone, e molte altre sculture che non mancano di ispirare nel visitatore sogni ad occhi aperti su paesi lontani e leggende perdute. Il parco venne presto dimenticato, fino a quando l'altrettanto eccentrico Salvador Dal&amp;igrave; non lo riscoperse nel 1938.</description>	</item>	<item>		<title>Città alta, città bassa</title>		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 13:43:55 +0100</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/594-Amenit%25C3%25A0/1052-Citt%C3%A0-alta%2C-citt%C3%A0-bassa/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/594-Amenit%25C3%25A0/1052-Citt%C3%A0-alta%2C-citt%C3%A0-bassa/</link>		<description>Bergamo &amp;egrave; famosa per la sua divisione netta in citt&amp;agrave; alta e citt&amp;agrave; bassa. Probabilmente di fondazione celtica, Bergamo acquista importanza in epoca romana e longobarda. Nel XII secolo Bergamo diventa un comune autonomo, mentre &amp;egrave; del 1428 l'annessione a Venezia. Dopo la costruzione delle mura si assiste ad un progressivo spostamento delle attivit&amp;agrave; economiche dalla citt&amp;agrave; alta a quella bassa, cos&amp;igrave; che la citt&amp;agrave; alta divenne il &amp;quot;salotto buono&amp;quot; ed al suo interno furono costruiti gli edifici di rappresentanza e le dimore dell'aristocrazia. La storia, con il passaggio dalla dominazione austriaca, fino all'unit&amp;agrave; d'Italia e le due guerre mondiali non hanno mutato il corso di questa naturale divisione.</description>	</item>	<item>		<title>Buon Natale</title>		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 18:46:32 +0100</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/594-Amenit%25C3%25A0/1051-Buon-Natale/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/594-Amenit%25C3%25A0/1051-Buon-Natale/</link>		<description>Buon Natale e tanti auguri a tutti!! Auguro all'enorme comunit&amp;agrave; un sereno Natale e uno splendido 2010</description>	</item>	<item>		<title>Fattorie didattiche</title>		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 19:08:45 +0100</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/928-Fattorie-didattiche/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/928-Fattorie-didattiche/</link>		<description>Per sapere come passare qualche ora in mezzo al verde e dedicandosi a semplici lavori agricoli, basta collegarsi al sito bimbi in fattoria, interamente dedicato alle fattorie didattiche italiane.Il nome sembra particolarmente indirizzato solo ai pi&amp;ugrave; piccoli, ma ci&amp;ograve; non toglie che anche i pi&amp;ugrave; grandi possono scoprire quanto sia stupendo entrare a contatto con la natura per conoscere anche la genuinit&amp;agrave; e provenienza degli alimenti di uso quotidiano. Una tentazione presente in alcune delle strutture, &amp;egrave; la possibilit&amp;agrave; di assaggiare direttamente i prodotti realizzati in fattoria e se volete protrarre questa esperienza per qualche giorno, basta trovare quella che da la possibilit&amp;agrave; di pernottamento. Ecco come: basta selezionare la regione che vi interessa, scegliere poi la fattoria di vostro gradimento per poi avere a disposizione tutti dati per poterla contattare.Pronti ad abbandonare la citt&amp;agrave;, il caos e lo smog?</description>	</item>	<item>		<title>Shopping e outlet</title>		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 14:14:22 +0100</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/594-Amenit%25C3%25A0/908-Shopping-e-outlet/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/594-Amenit%25C3%25A0/908-Shopping-e-outlet/</link>		<description>Lo shopping pu&amp;ograve; essere considerato un hobby, che certe volte risulta molto dispendioso, certo &amp;egrave; che comprare scarpe, borse, vestiti ed accessori firmati, per le donne, &amp;egrave; una vera e propria passione irrinunciabile. In tutte le citt&amp;agrave; italiane sono presenti negozi di importanti stilisti ma, molto spesso, i prezzi risultano poco accessibili, proprio per questo motivo sempre pi&amp;ugrave; donne (ma anche gli uomini) effettuano i propri acquisti all'interno dei tanti outlet italiani. Un sito che diventer&amp;agrave; un certo punto di riferimento per tutte le fashion victim d'Italia &amp;egrave; sicuramente Outletcenters: al suo interno, suddivisi per regione e, ancora pi&amp;ugrave; nel dettaglio, per provincia, sono disponibili le schede tecniche di tutti gli outlet e spacci aziendali italiani, completi di indirizzi, recapiti telefonici, orari di apertura, categoria merceologica ed accessibilit&amp;agrave; ai disabili. Non solo outlet di abbigliamento ma anche: accessori firmati, pelletteria e valigeria, calzature, intimo, biancheria per la casa e casalinghi, articoli ed abbigliamento per lo sport, profumeria, gioielli e bigiotteria, alimentari, vini e produzioni tipiche regionali. Sempre all'interno del sito, inoltre, &amp;egrave; disponibile un interessante articolo sul Made in Italy e su tutti quei prodotti tanto apprezzati dagli stranieri, nonch&amp;eacute; numerose recensioni, link inerenti al mondo della moda e dello shopping, ma anche tante, tantissime news aggiornate.</description>	</item>	<item>		<title>Il golf in Italia</title>		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 16:58:15 +0100</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/550-Varie/877-Il-golf-in-Italia/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/550-Varie/877-Il-golf-in-Italia/</link>		<description>Tutti gli appassionati di Golf, troveranno all'interno di questo sito, un numero molto ampio di informazioni, curiosit&amp;agrave;, news e, in generale, tutte le notizie pi&amp;ugrave; utili per praticare questo sport in Italia. Grazie al semplice men&amp;ugrave;, in cui i contenuti suddivisi in tre argomenti ben distinti, la navigazione risulter&amp;agrave; sicuramente immediata: scegliendo una regione italiana dal men&amp;ugrave;, si potranno poi visualizzare tutti i campi da golf di quella determinata regione e, per ogni struttura, saranno visibili indirizzi, recapiti telefonici ed alcune brevi descrizioni dei servizi offerti al suo interno (campo pratica, noleggio attrezzatura, bar o ristorante).La seconda sezione del men&amp;ugrave;, invece, propone alcuni articoli molto interessanti, sempre legati al mondo del golf: ecco quindi qualche consiglio sull'attrezzatura e l'abbigliamento pi&amp;ugrave; adatto per praticare questo sport (utile in particolare per i principianti), sulle principali regole di comportamento da tenere sul campo ed alcune brevi nozioni storiche sulla nascita di questo sport. All'interno della sezione Itinerari, invece, &amp;egrave; disponibile un articolo riguardate i numerosi Golf Club della provincia di Padova.L'ultimo argomento del men&amp;ugrave;, Notizie ed Attualit&amp;agrave;, contiene al suo interno news sul mondo della moda e dello sport, nonch&amp;eacute; numerose ed interessanti guide di viaggio delle principali citt&amp;agrave; italiane. Sul sito, inoltre, &amp;egrave; disponibile la sezione Link e Recensioni.</description>	</item>	<item>		<title>L'idroscalo di Milano</title>		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 16:43:10 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/863-L%27idroscalo-di-Milano/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/863-L%27idroscalo-di-Milano/</link>		<description>Il &amp;quot;mare dei Milanesi&amp;quot; &amp;egrave; in realt&amp;agrave; poco pi&amp;ugrave; di un laghetto artificiale, dalla profondit&amp;agrave; media di tre metri. Viene alimentato da acque sorgive che sfociano poi nel fiume Lambro e fu costruito alla fine degli anni venti per essere usato come scalo per gli idrovolanti; in quel periodo infatti erano molto popolari gli aerei che potevano atterrare sull'acqua e solo pi&amp;ugrave; tardi furono sostituiti da aerei con carrello su ruote, facendo perdere all'idroscalo la sua funzione primari. Ancora oggi durante le afose estati di Milano molti vengono qui a trovare un po' di refrigerio; tutto l'anno vi si svolgono attivit&amp;agrave; sportive come il canottaggio o la motonautica.</description>	</item>	<item>		<title>la Sindone</title>		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 11:20:35 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/849-la-Sindone/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/849-la-Sindone/</link>		<description>I Savoia conservarono la Sindone a Chambery sino al 1578; tuttavia le ostensioni in Piemonte e comunque in Italia furono frequenti gi&amp;agrave; prima di tale data. Nel 1476, la duchessa Jolanda, moglie del duca Amedeo IX il Beato, fece un viaggio a Torino portando con s&amp;egrave; la Sindone. Nel 1478 si prepar&amp;ograve; un'ostensione a Pinerolo il Sabato Santo. Successive ostensioni avvennero nel 1488, nel 1494 e nel 1495 a Torino. Nel 1536 si ebbe un'ostensione a Milano. Nel 1561, avendo riottenuto con il trattato di Cateau Cambr&amp;eacute;sis i territori francesi, Emanuele Filiberto ricondusse la tela a Chamb&amp;eacute;ry. I tempi erano per&amp;ograve; ormai maturi per una diversa impostazione della politica di governo e la Sindone venne condotta a Torino, appunto nel 1578, dallo stesso Emanuele Filiberto. L'occasione favorevole al trasferimento si era presentata nel momento in cui l'arcivesovo di Milano Carlo Borromeo aveva deciso di recarsi a piedi in Savoia per venerare il Santo Sudario: al fine di facilitare il viaggio, Emanuele Filiberto port&amp;ograve; la tela nel nuovo capoluogo sabaudo, ottenendo cos&amp;igrave; un notevole risultato di prestigio per la citt&amp;agrave;. Il Seicento fu il secolo di maggiore notoriet&amp;agrave;: si ebbero ostensioni periodiche ogni 4 maggio, giorno fissato per la festa liturgica del sacro lino. Nel 1694 venne terminata la costruzione della cappella che da allora la ospita, ad opera di Guarino Guarini. Nel 1706, durante l'assedio dei francesi fu condotta al sicuro a Genova e nel 1939 al santuario di Montevergine presso Avellino per sottrarla ai pericoli bellici. Prima del 1998 e del 2000 ci furono ancora diverse ostensioni, di cui vogliamo ricordare quella del 1978, straordinaria per il numero di fedeli accorsi. Nel 1983 divenne propriet&amp;agrave; della Santa Sede, per volont&amp;agrave; testamentaria di Umberto II di Savoia.</description>	</item>	<item>		<title>Storia di Torre del Lago</title>		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 10:21:23 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/844-Storia-di-Torre-del-Lago/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/844-Storia-di-Torre-del-Lago/</link>		<description>L'unica frazione di Viareggio, Torre del Lago, era in origine una distesa acquitrinosa con poche capanne di pescatori costruite in fitti boschi. Qui, nel 1616, esisteva una torre di guardia, detta prima Torre Guinigi, poi Torre del Turco. L'opera di bonifica intrapresa da Bernardo Zendrini nel 1739, che comport&amp;ograve; l'abbattimento della selva, favor&amp;igrave; il primo insediamento stabile di alcune famiglie lucchesi e nel 1777 sorse la prima chiesa parrocchiale. La popolazione nel XIX secolo crebbe, con economia basata sulla pesca e la caccia nei pressi del lago che finir&amp;agrave; col dare il nome alla localit&amp;agrave;. Solo dopo la seconda guerra mondiale, con l'ampliarsi del turismo, Torre del Lago inizi&amp;ograve; un periodo di favorevole progresso economico, grazie alla spiaggia e alle pinete adatte al campeggio. Il suo nome, comunque, diventer&amp;agrave; famoso grazie alla dimora del compositore Giacomo Puccini, che costru&amp;igrave; una splendida villa-museo in stile liberty sui resti dell'antica Torre Guinigi. Il Viale dei Tigli, coi suoi alberi giganteschi, voluto da Maria Luisa Borbone unisce ora Torre del Lago a Viareggio.</description>	</item>	<item>		<title>Sano di Pietro</title>		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 00:03:33 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/843-Sano-di-Pietro/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/843-Sano-di-Pietro/</link>		<description>Muore a Siena il pittore Sano di Pietro, allievo del Sassetta, che si impose seguendo le orme del maestro mostrando di essere un divulgatore abile del suo stile raffinato, stile che ritroviamo in molte pale dipinte per chiese del senese e oggi in gran parte conservate nella Pinacoteca. Fu proprio la semplicit&amp;agrave; della sua pittura che gli consent&amp;igrave; un vasto successo, soprattutto popolare. Tra i temi prediletti la figura di San Bernardino, molto venerato a Siena in quegli anni. Sano realizz&amp;ograve; ad esempio una splendida &amp;quot;Predica di San Bernardino&amp;quot;, conservata nel Duomo, e un particolarissimo &amp;quot;San Bernardino&amp;quot;, datato 1450 e oggi esposto nella Pinacoteca senese.</description>	</item>	<item>		<title>La Valle dei Templi di Agrigento</title>		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 18:47:56 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/828-La-Valle-dei-Templi-di-Agrigento/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/828-La-Valle-dei-Templi-di-Agrigento/</link>		<description>La Valle dei Templi di Agrigento si trova vicino alla citt&amp;agrave; nuova, dove si possono visitare i resti della citt&amp;agrave; antica. Il Tempio della Concordia del IV sec. a.C. &amp;egrave; uno dei meglio conservati. Era probabilmente consacrato a Dioscuri Castore e Polluce. Nel 800 d.c. fu riadattato come chiesa cristiana, e successivamente nel XVIII sec. fu restaurato e riportato nella condizione originaria.Il Tempio di Ercole fu costruito nel VI sec. a.C. e oggi non ne rimangono che pochi resti. Il pi&amp;ugrave; grande &amp;egrave; il Tempio di Giove Olimpio. L'enorme struttura fu costruita a memoria della vittoria sui Cartaginesi. Fu semidistrutto sempre dai Cartaginesi e successivamente da eventi naturali. E' un pseudoperiptero, con il peristilio sostituito da un enorme muro intervallato con semicolonnati. Guardando Agrigento dalla collina dei Templi, le moderne palazzine che fanno da sfondo ai vuoti delle colonne lascerebbero pensare a un massiccio sviluppo nel tempo attuale, magari come logica continuazione dell' antica magnificenza. Esiste invece una netta cesura fra la citt&amp;agrave; odierna e quella del passato: la prima &amp;egrave; distratta e sopita in una realt&amp;agrave; meno che provinciale, tagliata fuori dai grandi circuiti viari siciliani e quindi rinchiusa in se stessa; la seconda, come per miracolo conservatasi alla nostra ammirazione, trasmette ancora la sua vocazione ad aprirsi verso l&amp;acute;esterno. Ma la censura, oltre che spazio-temporale, &amp;egrave; anche culturale, quella stessa descritta con disagio da Pirandello e denunciata con violenza da Sciascia.</description>	</item>	<item>		<title>Bed and breakfast</title>		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 15:38:34 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/824-Bed-and-breakfast/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/824-Bed-and-breakfast/</link>		<description>Oltre ai tradizionali hotel, residence e campeggi, negli ultimi anni anche i Bed and Breakfast vengono molto spesso scelti dai turisti per le proprie vacanze ed i motivi possono essere davvero tanti e cambiano da persona a persona. Forse perch&amp;egrave; i B&amp;amp;B sono pi&amp;ugrave; informali, forse &amp;egrave; la comodit&amp;agrave; di avere tutta la giornata a propria disposizione, forse perch&amp;egrave; spesso le camere sono situati all'interno di palazzi ed edifici splendidi. All'interno del sito www.bedandb.it, utilizzando semplicemente il men&amp;ugrave; principale, sar&amp;agrave; possibile visualizzare l'elenco di tutti i B&amp;amp;B italiani ed avere tante altre informazioni utili per organizzare il proprio viaggio. Per visualizzare l'elenco completo dei Bed and Breakfast, basta selezionare dal men&amp;ugrave; principale la regione in cui desideriamo soggiornare, si aprir&amp;agrave; cos&amp;igrave; una pagina che presenta, con delle brevi descrizioni, la regione in generale e, nel dettaglio, tutte le sue province; cliccando poi sulla provincia, sar&amp;agrave; possibile visionare l'elenco di tutti i Bed and Breakfast, correlati da una breve scheda anagrafica, dal Trentino Alto Adige alla Sicilia, le strutture a nostra disposizione sono davvero numerose.Nella sezione Rubriche troverete tante altre informazioni utili a migliorare ed organizzare il vostro viaggio, nella sezione Notizie ed Attualit&amp;agrave;, invece, troverete numerose news di carattere culturale sempre aggiornate, dagli eventi musicali a quelli sportivi, dalle sagre alle fiere. Nella sezione Guide di Viaggio, invece, sar&amp;agrave; possibile leggere on-line numerose guide alle principali citt&amp;agrave; italiane, potrete cos&amp;igrave; scoprire quali sono le attrattive della citt&amp;agrave; che vi apprestate a visitare, quali sono i monumenti, i musei ed i luoghi da non perdere, nonch&amp;eacute; brevi cenni storici e tantissime altre informazioni, utili per organizzare, dalla A alla Z tutto il vostro soggiorno.Per quanto riguarda la grafica, il sito &amp;egrave; molto semplice, i colori utilizzati per gli sfondi ed il men&amp;ugrave; vanno dal rosa al viola e grazie a questi colori molto vivaci, il sito non passa di certo inosservato!</description>	</item>	<item>		<title>L'arengario di Monza</title>		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 22:58:28 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/808-L%27arengario-di-Monza/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/808-L%27arengario-di-Monza/</link>		<description>L'Arengario (dal germanico HARIHRINGS, circolo dell'esercito, con rimando al fatto che i membri dell'assemblea sedevano in circolo)&amp;egrave; un palazzo municipale d'et&amp;agrave; gotica, risalente alla seconda met&amp;agrave; del 1200. Sorge nel centro di&amp;nbsp;Monza&amp;nbsp;ed &amp;egrave; il pi&amp;ugrave; importante monumento civile della citt&amp;agrave;, simbolo della sua autonomia comunale. Di pianta rettangolare, al piano terra c'&amp;egrave; il grande porticato in pietra di serizzo, utilizzato per il mercato pubblico, mentre il primo piano, in cotto, occupato da un vasto salone un tempo adibito alle adunanze, &amp;egrave; ora spazio ideale per mostre, museo e pinacoteca. Il palazzo &amp;egrave; fornito di una loggetta di marmo sulla facciata sud, la &amp;quot;parlera&amp;quot;, da cui venivano letti i decreti comunali. una torre campanaria in cotto, merlata e cuspidata, in stile romanico - gotico, affianca il lato nordest. L'Arengario &amp;egrave; stato restaurato nel 1890 ad opera di Luca Beltrami, mentre la torre fu ricostruita nel 1903, anno in cui viene realizzata anche la scala a chiocciola interna.</description>	</item>	<item>		<title>La Milano degli Sforza e dei Visconti</title>		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 16:27:45 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/803-La-Milano-degli-Sforza-e-dei-Visconti/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/803-La-Milano-degli-Sforza-e-dei-Visconti/</link>		<description>Dopo ottanta anni di lotte la famiglia Visconti si impose sui Torriani nel 1311. Per 136 anni la dinastia Visconti govern&amp;ograve; la citt&amp;agrave;, abbellendola e portando a compimento importanti opere pubbliche. Dopo Matteo, Azzone Visconti cre&amp;ograve; la pavimentazione delle strade di Milano con mattoni disposti a lisca di pesce, ancora oggi tipici nel centro della citt&amp;agrave;. Vennero completate e restaurate le mura e le porte della citt&amp;agrave; vennero adornate con la biscia, dallo stemma visconteo. Iniziarono i lavori di costruzione del Duomo e Gian Galeazzo Visconti ricevette il titolo di Duca. L'ultimo dei Visconti fu Filippo Maria, che mor&amp;igrave; senza lasciare eredi. Durante il suo regno la popolazione, finalmente sollevata dalle incombenze del servizio militare, pot&amp;eacute; dedicarsi interamente all'industria e al commercio. Durante il suo regno si affermarono le compagnie di ventura e vennero introdotte le coltivazioni di riso e gelso, preludio all'affermazione dell'industria della seta. Con la morte di Filippo Maria Visconti inizi&amp;ograve; il regno della dinastia Sforza, destinato a durare fino al 1535. Francesco Sforz&amp;agrave; apr&amp;igrave; un periodo di grandissimo fervore artistico e intellettuale che vide la costruzione di opere grandiose come il Castello Sforzesco o l'Ospedale Maggiore e l'attivit&amp;agrave; a Milano di Leonardo da Vinci e Bramante.Questo periodo di incredibile fervore economico ed artistico lasci&amp;ograve; tracce indelebili nella citt&amp;agrave; e le opere di numerosi artisti ne costituiscono imperitura testimonianza arricchendo i&amp;nbsp;musei di Milano&amp;nbsp;oltre a un grande numedo di collezioni private.</description>	</item>	<item>		<title>La nebbia</title>		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 10:44:47 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/594-Amenit%25C3%25A0/799-La-nebbia/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/594-Amenit%25C3%25A0/799-La-nebbia/</link>		<description>Fisicamente la nebbia &amp;egrave; un fenomeno atmosferico prodotto dalla concentrazione dell'umidit&amp;agrave; dell'area nella zona dell'atmosfera pi&amp;ugrave; vicina al suolo ma per chi si trova a viaggiare in inverno nel centro-nord della penisola la nebbia &amp;egrave; un nemico da combattere. A&amp;nbsp;Milano&amp;nbsp;la nebbia &amp;egrave; un fenomeno in progressiva diminuzione e la sua scomparsa &amp;egrave; dovuta alla crescente urbanizzazione e quindi all'aumento della temperatura e dell'inquinamento all'interno della citt&amp;agrave;. Dalla fine degli anni cinquanta &amp;egrave; sempre pi&amp;ugrave; raro incappare in una nebbia tale da non trovare il portone di casa; per trovarla bisogna ormai spostarsi nell'estrema periferia o nell'interland milanese o meglio ancora sulle congestionatissime tangenziali.</description>	</item>	<item>		<title>L'università di Bologna</title>		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 16:02:32 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/798-L%27universit%C3%A0-di-Bologna/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/798-L%27universit%C3%A0-di-Bologna/</link>		<description>Sono incerte le origini dell'Universit&amp;agrave; di&amp;nbsp;Bologna: il 1088 &amp;egrave; accolto come data convenzionale per indicare il periodo in cui inizia a Bologna un insegnamento libero e indipendente dalle scuole ecclesiastiche. Lo Studio bolognese nasce dalle scuole private, municipali. Nelle iniziali scuole laiche, gli eruditi commentano il Corpus Juris di Giustiniano ponendovi accanto delle glosse. Irnerio &amp;egrave; il pi&amp;ugrave; grande bolognese tra i glossatori. Accanto alla scuola giuridica si pone la scuola di arti liberali (dalla medicina alla grammatica). Alla base dello Studio stanno gli scolari, i quali ne sono i padroni-finanziatori poich&amp;egrave; provvedono a pagare i professori.</description>	</item>	<item>		<title>Fabrizio De Andrè</title>		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 11:18:15 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/550-Varie/796-Fabrizio-De-Andr%C3%A8/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/550-Varie/796-Fabrizio-De-Andr%C3%A8/</link>		<description>Nato a&amp;nbsp;Genova&amp;nbsp;il 18 febbraio 1940. Figlio di Giuseppe De Andr&amp;egrave;, imprenditore e pubblico amministratore, fratello di Mauro, professionista di fama nazionale, padre di Cristiano, cantautore. Sposato in prime nozze con Puny Rigon. Dagli anni Settanta costru&amp;igrave; una nuova famiglia con l'ex cantante Dori Ghezzi dalla quale ebbe una figlia, Luvi. Nel 1979 venne rapito assieme alla moglie Dori dai banditi sardi. Per anni ha diviso la propria casa tra Milano, Tempio Pausania in Sardegna e Genova. Nato in una famiglia borghese, fece studi irregolari e molti lavori. Incise il primo disco a 45 giri nel 1958 (&amp;quot;Nuvole barocche&amp;quot;), ma il successo gli arriv&amp;ograve; molto pi&amp;ugrave; tardi. Dalla fine degli anni Sessanta alla morte &amp;egrave; stato uno dei cantatori italiani pi&amp;ugrave; noti. La sua ispirazione faceva riferimento alla musica francese (Brassens), americana (Leonard Cohen), ma si arricch&amp;igrave; anche di ritmi medioevali e di sonorit&amp;agrave; mediterranee. Non amante del clamore del pubblico per moltissimi anni ha preferito comunicare solo attraverso i dischi, scegliendo infine di svolgere poche tourn&amp;eacute;e solo dal 1975. Morto l'11 gennaio 1999 a Milano. Il suo funerale si &amp;egrave; svolto nella Basilica </description>	</item>	<item>		<title>Lecco nel Medioevo</title>		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 19:59:27 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/794-Lecco-nel-Medioevo/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/794-Lecco-nel-Medioevo/</link>		<description>Nell'Alto Medioevo crebbe l'importanza di&amp;nbsp;Lecco&amp;nbsp;come centro nodale delle vie che univano Bergamo e Como con il lungo lago, il fiume Adda e i Passi Spluga e Stelvio; a testimoniare ci&amp;ograve; vi sono varie costruzioni fortificate risalenti a quell'epoca. Non &amp;egrave; da dimenticare anche la rilevanza della produzione del ferro in quella zona, grazie alla presenza di miniere e alla possibilit&amp;agrave; della sua lavorazione presso il torrente Gerenzone. La caratteristica forma urbana di&amp;nbsp;Lecco&amp;nbsp;&amp;egrave; da ricercare nelle sue origini medioevali: i quartieri sono poco distanziati e specializzati (quartiere agricolo, dei pescatori, militare e commerciale) cos&amp;igrave; che Lecco, nel Medioevo, non definisce un'unica entit&amp;agrave;, ma un'insieme di villaggi. Nel XII secolo venne costituito il Comune di Lecco</description>	</item>	<item>		<title>Dario Fo</title>		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 09:03:55 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/550-Varie/787-Dario-Fo/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/550-Varie/787-Dario-Fo/</link>		<description>Dario Fo &amp;egrave; senza dubbio il pi&amp;ugrave; grande uomo di teatro italiano. Nato nel 1926 a Sangiano, in provincia di&amp;nbsp;Varese, studia arte e architettura a Milano all'Accademia di Brera e al Politecnico. Debutta nel 1952 come attore, iniziando contemporaneamente a scrivere e a recitare al Piccolo di Milano. Negli stessi anni affianca alla recitazione i primi lavori di critica e sceneggiatura cinematografica, collaborando con Lizzani, Parenti e Durano. Nel 1957 inizia anche il sodalizio con Franca Rame per la quale scrive e con la quale crea una compagnia teatrale. Gli spettacoli ideati, scritti e interpretati dal grande attore sono molti, fra cui vale la pena ricordare &amp;quot;Settimo ruba un po' meno&amp;quot; (1964), &amp;quot;L'operaio conosce 300 parole, il padrone 1000, per questo lui &amp;egrave; il padrone&amp;quot; (1969), &amp;quot;Mistero Buffo&amp;quot; (1969), &amp;quot;Morte accidentale di un anarchico&amp;quot; (1970), &amp;quot;Dio li fa e poi li accoppa&amp;quot; (1984), &amp;quot;Il diavolo con le zinne&amp;quot; (1997); in questo stesso anno, egli viene insignito del premio Nobel per la letteratura.</description>	</item>	<item>		<title>La fontana maggiore di Perugia</title>		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 22:46:47 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/781-La-fontana-maggiore-di-Perugia/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/781-La-fontana-maggiore-di-Perugia/</link>		<description>Collocata davanti al Palazzo dei Priori, fu costruita nel tempo di un anno, dal 1277 al 1278, per inaugurare l'acquedotto che dal Monte Pacciano porta l'acqua in centro. La fontana &amp;egrave; un progetto architettonico di Fra' Bevignate, decorata da Nicola e Giovanni Pisano. E' costituita da due vasche in marmo poligonali, poste una sopra l'altra e rialzate da una base a gradoni, sormontate da una tazza bronzea, che sorregge il gruppo delle tre ninfe o virt&amp;ugrave; teologali (Fede, Speranza e Carit&amp;agrave;).La lunga scritta sul bordo inferiore della seconda vasca testimonia il significato culturale e politico dell'opera di molti artisti. Le numerose decorazioni fanno della fontana una specie di libro per il cittadino o il forestiero: nel bacino inferiore si possono ammirare le rappresentazioni di alcuni temi ricorrenti nelle trattazioni enciclopediche medievali, come le raffigurazioni di Mesi ed Arti, Episodi biblici, il Calendario dei lavori agricoli e le Sette Arti Liberali. Il bacino superiore &amp;egrave; dedicato alla celebrazione della citt&amp;agrave;, con una galleria di personaggi storici e di raffigurazioni relative a Perugia.</description>	</item>	<item>		<title>San Gennario e il Vesuvio</title>		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 14:56:43 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/550-Varie/775-San-Gennario-e-il-Vesuvio/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/550-Varie/775-San-Gennario-e-il-Vesuvio/</link>		<description>A&amp;nbsp;Napoli&amp;nbsp;e nei comuni vesuviani il culto di san Gennaro &amp;egrave; legato soprattutto alla spaventosa eruzione del Vesuvio del dicembre del 1631. E' devozione popolare invocare il santo contro le bruciature e il soffocamento dovuto alla nube carica di zolfo, proprio perch&amp;eacute; si racconta che mentre si portava in processione il santo, all'altezza del suo passaggio a Porta Capuana, la lava si immobilizz&amp;ograve;. Palumbo e Barra realizzarono, allora, un dipinto in cui il santo a grandezza naturale sale in cielo per intercedere con la Trinit&amp;agrave;, affinch&amp;eacute; il Vesuvio cessi di eruttare. Da allora, ad ogni rito della liquefazione del sangue del santo, nel Duomo di Napoli c'&amp;egrave; una folla nutrita di fedeli, che attendono il miracolo, che significa sicurezza e futuro per il popolo napoletano.</description>	</item>	<item>		<title>I canali di Venezia</title>		<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 21:58:57 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/772-I-canali-di-Venezia/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/772-I-canali-di-Venezia/</link>		<description>L'impianto di tutta la citt&amp;agrave; di Venezia &amp;egrave; quello atipico di una citt&amp;agrave; nata e sviluppata nell'acqua, lontana dala terraferma. Gi&amp;agrave; nel VI secolo gli abitanti della laguna veneta erano descritti come strane persone: si spostavano sempre sull'acqua e tenevano le barche legate ai muri delle case come si faceva con i cavalli o gli animali domestici. Nel XII secolo si scriveva con stupore che quando volevano andare in chiesa non avevano altra via che il canale. Ogni canale a Venezia ha un suo nome, esattamente come le strade, e solo da questo si pu&amp;ograve; arguire quanto la loro funzione sia quella di una normale via. I rii sono stati dunque la via di trasporto principe per la citt&amp;agrave; fino alla met&amp;agrave; dell'XI secolo quando vennero costruiti i due nuovi ponti sul Canale grande e la viabilit&amp;agrave; pedonale divenne il fenomeno di massa. Oggi si contano circa 150 canali; i principali sono il Canal Grnade e il Canale della Giudecca.L'acqua che scorre nei canali va e viene a seconda delle maree, ed &amp;egrave; importante per la pulizia quotidiana di tutta la citt&amp;agrave;, che da secoli scarica direttamente nell'acqua tutti i suoi liquami. I canali hanno bisogno di manutenzione per evitare che si interrino e non svolgano pi&amp;ugrave; la loro funzione di pulizia cittadina; questa manutenzione &amp;egrave; stata effettuata per secoli, salvo essere stata un p&amp;ograve; &amp;quot;dimenticata&amp;quot; nella seconda met&amp;agrave; del Novecento. Per fortuna verso gli ultimi anni delle stesso secolo la buona abitudine &amp;egrave; stata ripresa con vigore, assieme alla bonifica delle fondamenta delle case prospicienti i rii stessi.</description>	</item>	<item>		<title>Il boia di Avellino</title>		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 15:56:39 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/771-Il-boia-di-Avellino/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/771-Il-boia-di-Avellino/</link>		<description>Gennaro Serena nato ad Avellino verso il 1786, nella sua citt&amp;agrave; ha svolto, non sappiamo se a tempo pieno o &amp;quot;part time&amp;quot;, un singolare quanto inusitato mestiere: il tirapiedi ovvero il boia. Il tetro lavoro di Gennaro in certi giorni era assai pesante, in qualche circostanza, ha richiesto pure la sua presenza anche fuori di Avellino. Briganti che infestano la provincia con saccheggi e omicidi venivano messi all'impiccagione, ma anche onesti e stimati intellettuali, professionisti e artigiani, rei di aver gridato Costituzione durante i moti del 1820, scoppiati nella citt&amp;agrave; Avellinese nei primi giorni di luglio di quell'anno. Il lavoro per il nostro Gennaro Serena non &amp;egrave; mancato neppure quando nel giugno del 1813, Luigi Beer aveva diramato nell'ex principato di Talleyrand l'ordinanza sul nuovo &amp;quot;Codice d'Istruzione.. &amp;quot;, entrato in vigore il 14 novembre 1813, col quale si stabiliva che la condanna a morte, da tale data, andava eseguita &amp;quot;alla francese&amp;quot;, cio&amp;egrave; mediante ghigliottinano.</description>	</item>	<item>		<title>Torino roccaforte romana</title>		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 00:00:52 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/770-Torino-roccaforte-romana/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/770-Torino-roccaforte-romana/</link>		<description>Al termine della seconda guerra punica, libera dall'assedio cartaginese, Torino strinse un'alleanza con Roma per ragioni difensive. Il villaggio venne riedificato e gli venne atttribuita la tipica pianta degli accampamenti militari romani. Rettangolare nelle sue linee generali, verso nord est alla confluenza tra Dora e Po doveva adattarsi al percorso sinuoso dei fiumi e all'acquitrino. A nord era delimitato dalle odierne via della Consolata e via Giulio; a est dai Giardini Reali e Palazzo Madama, via Accademia, via Santa Teresa; a sud da via Cernaia e corso Siccardi. Il perimetro totale era di 2960 metri, circa 50 volte pi&amp;ugrave; piccolo di quello attuale. Le mura romane erano alte 7 metri e spesse 2. C'erano 4 porte: la Porta Palatina, la Decumana (ora compresa nell'edificio di Palazzo Madama), la Porta Marmorea (tra via San Tommaso e via Santa Teresa), la Porta Pretoria (tra via Garibaldi e via della Consolata). La citt&amp;agrave; era tagliata dalle 2 vie tradizionali: la decumana (attuale via Garibaldi) e il cardo maximus, che univa la Porta Marmorea e la Porta Palatina. Le vie erano strette, ma ben lastricate e fornite di fognature, le abitazioni erano perloppi&amp;ugrave; a un piano (solo ai patrizi era consentito edificare case su pi&amp;ugrave; piani) e un teatro all'aperto, di cui si osservano ancora le vestigia in via XX Settembre, consentiva la rappresentazione di spettacoli per feste e celebrazioni.</description>	</item>	<item>		<title>L'antico ghetto di Padova</title>		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 17:37:17 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/769-L%27antico-ghetto-di-Padova/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/769-L%27antico-ghetto-di-Padova/</link>		<description>Il primo tratto di via San Martino e Solferino, nella zona orientale di&amp;nbsp;Padova, che un tempo si chiamava via Sirena (dall'insegna di una bottega), &amp;quot;comprende l'ex ghetto, istituito nel 1603. Quando i francesi nel 1797 abbatterono le porte dichiarando l'uguaglianza degli ebrei, via Sirena prese il nome di via Libera. Si ha notizia, che nel quartiere israelita vi erano nel Seicento sessantaquatttro negozi, dove si esercitava prevalentemente la &amp;quot;strazzeria&amp;quot; (commercio di oggetti usati). Vi erano tre sinagoghe, di rito italiano, tedesco e spagnolo, con una popolazione aggirantesi sulle mille persone. Ora &amp;egrave; rimasta una sola sinagoga, all'esterno della quale una lapide rammenta gli ebrei trucidati durante l'ultimo conflitto, dei quali ottomila italiani e quarantasei padovani. Caratteristici rimangono molti edifici del ghetto, con variet&amp;agrave; di pilastri e colonne di recupero (...). Intervenuta l'emancipazione degli ebrei nel 1797 e apertosi il quartiere, le bottegucce rimasero tali, modestissime se non misere: rigattieri, alimentari, rimesse. Ora l'ex ghetto si avvia, per la sua centralit&amp;agrave;, a diventare un'interessantissima e caratteristica area commerciale, persino di generi di lusso o voluttuari&amp;quot;.</description>	</item>	<item>		<title>Agrigento fin dalla preistoria</title>		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 14:01:38 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/766-Agrigento-fin-dalla-preistoria/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/766-Agrigento-fin-dalla-preistoria/</link>		<description>Il territorio di&amp;nbsp;Agrigento&amp;nbsp;&amp;egrave; abitato fin dalla preistoria, come attestano i ritrovamenti della stazione eneolitica di Serraferlicchio, mentre i primi segni della presenza greca risalgono al VII secolo a.C., anche se solo nel 581 a.C. i gelesi, insieme a un gruppo di greci della madrepatria , fondano &amp;quot;Akragas&amp;quot; - fu una delle ultime colonie greche della Sicilia - collocandola a met&amp;agrave; strada fra Gela e Selinunte a controllo della costa rivolta all&amp;acute;Africa. A 100 anni dalla fondazione, Aragas conta circa 200 mila abitanti, fra cui molti illustri uomini di pensiero, d&amp;acute;arte e di scienza (basta ricordare Empedocle), e vede l&amp;acute;edificazione quasi contemporanea degli splendidi templi sulla collina meridionale. I romani insediatisi stabilmente a partire dal 210 a.C., la ribattezzano &amp;quot;Agrigentum&amp;quot; e danno nuovo impulso all'agricoltura e al commercio, gettando le basi dell'importante centro di scambi che sarebbe divenuta nel periodo bizantino. Verso la fine del VII secolo gli abitanti abbandonano le residenze a valle per trasferirsi sulla collina dell'acropoli, in un processo migratorio di massa di cui ancora non &amp;egrave; dato fornire una spiegazione pienamente attendibile. Tale insediamento costituisce il nucleo di partenza per l&amp;acute;edificazione della citt&amp;agrave; araba, gi&amp;agrave; dal IX secolo proclama capitale dei berberi di Sicilia col nome di &amp;quot;Gergenti&amp;quot;. L'XI secolo vede, con l&amp;acute;arrivo dei normanni la riaffermazione del ruolo di Girgenti all'interno della Sicilia e nel controllo del braccio di mare fra questa e l'Africa. La conseguente crescita del borgo viene arrestata dallo spopolamento causato dalla fondazione di numerosi centri agricoli nell&amp;acute;entroterra, avviata nel XV secolo sino al XVIII. Dalla rupe Atenea lo spettacolo dei templi, con il mare sullo sfondo, &amp;egrave; uno dei pi&amp;ugrave; suggestivi dell'isola; in questo scenario, unico al mondo e arricchito dalla precoce fioritura dei mandorli nella valle, si svolge nella prima decade.</description>	</item>	<item>		<title>Centro estetico Punta di Diamante</title>		<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 23:39:07 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/553-Siti/763-Centro-estetico-Punta-di-Diamante/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/553-Siti/763-Centro-estetico-Punta-di-Diamante/</link>		<description>Il centro estetico Punta di Diamate si trova a Milano, in viale Famagosta 48, facilmente raggiungibile dalla tangenziale e dal centro della citt&amp;agrave;.Il centro estetico oltre ai consueti trattamenti di bellezza propone massaggi rilassanti e terapeutici, sul proprio sito sito sono in vendita tutta una serie di prodotti di cosmesi e salute, preparati secondo ricette esclusive da un laboratorio di altissimo livello. </description>	</item>	<item>		<title>La statua di Gesù a Lucca</title>		<pubDate>Sun, 16 Aug 2009 13:09:03 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/759-La-statua-di-Ges%C3%B9-a-Lucca/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/759-La-statua-di-Ges%C3%B9-a-Lucca/</link>		<description>Ha proprio del prodigioso il tragitto che, secondo la leggenda, port&amp;ograve; il Volto Santo di Ges&amp;ugrave; dal Libano, dove si dice fosse stato scolpito da Nicodemo e dagli angeli, fino alla spiaggia di Luni, in Italia nei pressi di Lucca. Dopo essere scomparsa per qualche secolo, la statua fu imbarcata per sfuggire alle persecuzioni. La traversata del Mediterraneo, mare infestato dai pirati che non riuscirono ad abbordare la nave, cos&amp;igrave; come fu pure impossibile alle navi di Lumi avvicinarsi a quel vascello, respinte da una forza misteriosa, si concluse con l'approdo sul lido lunense. La nave si rivel&amp;ograve; priva di equipaggio umano mentre il vescovo Giovanni e i suoi fedeli, avvertito in sogno dell'accaduto, accorse per risolvere la questione di appartenenza dell'effigie, rivendicata dalla gente di Luni. Decise cos&amp;igrave; di porre il Crocifisso su un carro trainato da buoi, che avrebbero stabilito la propriet&amp;agrave; del simulacro secondo la direzione presa: il carro punt&amp;ograve; dritto su Lucca. Dal 1107 il Volto Santo &amp;egrave; ospitato nella Basilica di San Martino.</description>	</item>	<item>		<title>La storia di Pesaro</title>		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 17:54:55 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/758-La-storia-di-Pesaro/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/758-La-storia-di-Pesaro/</link>		<description>Pesaro, capoluogo di provincia, con Urbino e porto delle Marche, sorge sulle coste del mare Adriatico, in un terreno piano e alluvionale, ora bonificato; essa si trova nella valle appenninica sulla sponda destra del fiume Foglia. Si compone di un centro antico, dove &amp;egrave; possibile riconoscere la caratteristica impostazione a scacchiera della citt&amp;agrave; romana e la successiva struttura rettangolare dei primi secoli del medioevo, e di una zona moderna che si allunga lungo la costa sia a nord che a sud. Nell'antichit&amp;agrave;, i Piceni furono i possessori di questa citt&amp;agrave; e nel 194 a.C. divenne una colonia romana, chiamata Pisaurum, che deriva dal nome latino del fiume Foglia. Fu resa pi&amp;ugrave; forte nel periodo imperiale romano, quando si svilupp&amp;ograve; anche come centro commerciale. Durante il periodo barbarico sub&amp;igrave; stragi e devastazioni. Con la donazione del re dei Franchi Pipino ebbe inizio la secolare appartenenza della citt&amp;agrave; allo stato della chiesa. Nel X secolo raggiunse libert&amp;agrave; comunale; successivamente la storia politica di Pesaro si unisce a quella dello Stato della Chiesa.&amp;nbsp;</description>	</item>	<item>		<title>Teodorico a Ravenna</title>		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 17:00:23 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/757-Teodorico-a-Ravenna/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/757-Teodorico-a-Ravenna/</link>		<description>Procopio, dopo aver narrato la presa del potere da parte di Teodorico dando versione del banchetto doloso per la morte di Odoacre a&amp;nbsp;Ravenna, stende il seguente bilancio del regno di Teodorico. &amp;laquo;Rispett&amp;ograve; in maniera eccezionale la giustizia e fece saldamente conservare valore alle leggi, tenne ben difeso il territorio dai barbari circostanti, aveva raggiunto il pi&amp;ugrave; alto vertice di saggezza e di valore. Non commise quasi alcun gesto ingiusto nei riguardi dei suddetti n&amp;eacute; permise che altri lo compisse, a parte il fatto che i Goti divisero tra di loro quella parte di terra che Odoacre aveva assegnato ai suoi. Fu Tedodorico di nome usurpatore, ma di fatto vero imperatore, non meno di alcuno fra coloro che in questa dignit&amp;agrave; si sono segnati dall'inizio, e sia Goti che Italiani gli vollero molto bene davvero al di sopra delle abitudini umane. Teodorico mor&amp;igrave; dopo essere rimasto in vita ancora trentasette anni (qui Procopio comprende nel conto anche i quattro anni della guerra contro Odoacre; il regno effettivo &amp;egrave; di trentatr&amp;egrave; anni: 493-526), divenuto terribile per tutti i nemici, lasciando un grande rimpianto di s&amp;eacute; fra i sudditi&amp;raquo;.</description>	</item>	<item>		<title>Reggio Calabria</title>		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 13:32:54 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/756-Reggio-Calabria/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/756-Reggio-Calabria/</link>		<description>Disposta in modo lineare lungo la costiera calabra dello stretto di Messina,&amp;nbsp;Reggio Calabria&amp;nbsp;ha un aspetto regolare e moderno e pu&amp;ograve; essere considerata una &amp;quot;citt&amp;agrave; nuova&amp;quot;: risorse infatti dopo che il 28 dicembre del 1908 un violentissimo terremoto ebbe distrutto completamente la &amp;quot;citt&amp;agrave; vecchia&amp;quot;, a sua volta opera della ricostruzione seguita ad un altrettanto catastrofico sisma, quello del 1783. Il suo abitato agli inizi del '900 si estese rapidamente verso il porto, situato a poco meno di 2 km. a nord del nucleo antico, e la citt&amp;agrave; assunse funzioni di crescente rilievo. Nel 1951, a ricostruzione avvenuta, la popolazione (140.734 ab.) si era quasi quintuplicata rispetto a quella degli inizi del secolo. Nel 1860 fu occupata dai garibaldini provenienti dallo stretto di Messina. Il terremoto del 1908 provoc&amp;ograve; 12.000 vittime; pesantissimi danni furono provocati dai bombardamenti del 1943. Fra il luglio del 1970 ed il febbraio del 1971, in particolare, si ebbero dei moti per il mantenimento di Reggio a capoluogo della regione Calabria e contro il trasferimento della sede regionale a Catanzaro. La situazione fu risolta con un compromesso: Catanzaro divenne capoluogo e sede della giunta, mentre a Reggio fu fissata la sede dell'assemblea regionale.</description>	</item>	<item>		<title>Architetto Ferrara</title>		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 15:01:52 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/550-Varie/755-Architetto-Ferrara/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/550-Varie/755-Architetto-Ferrara/</link>		<description>Chi cerca un&amp;nbsp;architetto a Monza&amp;nbsp;pu&amp;ograve; rivolgersi allo studio dell'architetto Ferrara (&amp;egrave; il cognome, non la citt&amp;agrave;) che si occupa di progettazione di interni e di edifici industriali e civili.Oltre alla realizzazione di interni per abitazioni e uffici ha progettato costruzioni a New York, in Cina e in Albania ed ha collaborato alla progettazione di edifici pubblici (ospedali, asili) in tutta l'area della Lombardia.&amp;nbsp;Sul sito presenta i progetti, passati e presenti e non mancano gli accenni ai lavori in corso (mai come nel caso del sito di un architetto questo termine &amp;egrave; stato cos&amp;igrave; fuorviante). Attualmente sta lavorando al progetto per la ricostruzione di un locale in Brianza, una birreria che dovr&amp;agrave; essere innovativa senza rinnegare le proprie radici storiche.</description>	</item>	<item>		<title>L'aceto balsamico di Reggio Emilia</title>		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 15:25:21 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/754-L%27aceto-balsamico-di-Reggio-Emilia/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/754-L%27aceto-balsamico-di-Reggio-Emilia/</link>		<description>Con l'Aceto Balsamico Tradizionale di&amp;nbsp;Reggio Emilia&amp;nbsp;(riconosciuto nel 1987 da un decreto ministeriale) si va nella pi&amp;ugrave; alta tradizione gastronomica. Il monaco Donizone, contemporaneo biografo della contessa Matilde, nel secolo XII ricordava un laudatum acetum che da Canossa fu trasportato in dono all'Imperatore con una botticella d'argento. La storia documentata dell'aceto balsamico reggiano risale al Rinascimento, periodo a partire dal quale risale la tradizione, prima nobiliare poi borghese, di coltivare un'acetaia familiare in cui invecchiare il mosto cotto di uve locali. L'uso di questo prodotto cos&amp;igrave; prezioso va naturalmente ben dosato e misurato. Si sposa a insalate, ma impreziosisce anche il lesso o il Parmigiano Reggiano. &amp;Egrave; ottimo come elisir e niente male anche su fragole o gelato.</description>	</item>	<item>		<title>Lo stemma della città di Rimini</title>		<pubDate>Sat, 08 Aug 2009 19:10:26 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/752-Lo-stemma-della-citt%C3%A0-di-Rimini/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/752-Lo-stemma-della-citt%C3%A0-di-Rimini/</link>		<description>Lo stemma della citt&amp;agrave; di Rimini &amp;egrave; diviso verticalmente in due parti: a sinistra l'Arco di Augusto su campo argenteo, a cavalcioni del ponte di Tiberio, che sguazza in un mare mosso; nella parte di destra invece una croce rossa e argentea che campeggia su uno sfondo anch'esso rosso. Il compito di creare uno stemma per la citt&amp;agrave; di Rimini fu affidato dal Podest&amp;agrave; a Carlo Lucchesi, direttore della Biblioteca Gambalunghiana. Costui dopo una lunga ricerca storica e iconografica decise di porre sullo stemma i due famosi monumenti, l'arco e il ponte, che ricordano a Rimini del suo passato romano. Per quanto riguarda la croce, essa &amp;egrave; acquisizione pi&amp;ugrave; tarda. Nel 1509 dopo la cacciata dei Malatesti, Giulio II concesse a Rimini di fregiarsi di una &amp;quot;croce doppia, bianca e rossa&amp;quot;, che sono ancor oggi i colori cittadini.</description>	</item>	<item>		<title>Le origini del nome di Como</title>		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 00:13:31 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/748-Le-origini-del-nome-di-Como/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/748-Le-origini-del-nome-di-Como/</link>		<description>Le origine del nome di Como non risultano del tutto chiare, ma &amp;egrave; piacevole lasciar sbizzarrire la fantasia lungo le molteplici interpretazioni fin ora date. C'&amp;egrave; chi vuole la citt&amp;agrave; fondata da Comer Gallo, figlio di Giapeto e nipote di No&amp;egrave;, che 131 anni dopo il diluvio, ritenendo forse la vicinanza alle grandi masse d'acqua una tradizione di famiglia, si stabil&amp;igrave; sulle rive del Lario; chi edificata da Como, figlio del troiano Antenore, o da una allegra compagnia devota al dio dei conviti, per l'appunto il dio Como. Potrebbe, il condizionale &amp;egrave; d'obbligo, anche derivare dall'ebraico &amp;quot;Comak&amp;quot; (altura, dal greco &amp;quot;Kome&amp;quot; (villaggio) o dal cimbro &amp;quot;Com&amp;quot; (guardia, protezione).</description>	</item>	<item>		<title>Fattori arcani</title>		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 01:00:02 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/553-Siti/747-Fattori-arcani/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/553-Siti/747-Fattori-arcani/</link>		<description>Come pu&amp;ograve; esistere un sito che parla contemporaneamente di magia, di divinazione del futuro sfere di cristallo e tarocchi, agricoltura, matematica e motori di ricerca?  Sono fattori arcani!! Chi non capisce come in realt&amp;agrave; questi argomenti siano tutti correlati tra loro vive piuttosto distante dai motori di ricerca e non si occupa del loro studio, altrimenti sarebbe stato subito chiaro che sto parlando di uno dei siti partecipanti alla gara dei fattori arcani.Questo sito gode ormai di una vita propria, conseguente anche della popolarit&amp;agrave; raggiunta e comincia ad espandersi. Si parla quindi di superstizione ma anche di avventura viaggi e turismo.la gara di posizionamento promossa da GiorgioTave si &amp;egrave; ormai conclusa da un pezzo ma ci sono ancora da imparare, ancora delle conclusioni da trarre e delle cose da scoprire. Ai tempi di Salgari infatti fare un viaggio significava sempre e comunque andare incontro ad una avventura, adesso &amp;egrave; sempre pi&amp;ugrave; raro imbattersi in tigri, serpenti paludi e baobab almeno fino a quando si viaggia in Italia. I motivi per viaggiare in Italia possono essere infiniti, sicuramente troppi per essere elencati tutti qui mi limito a citare le bellezze naturali sconfinate che ci sono nel nostro paese, la cultura, il passato della nostra civilt&amp;agrave; e una serie di eventi, mostre e concerti che rendono l'Italia un paese assolutamente unico al mondo. Quale arcano fattore pu&amp;ograve; quindi spingerci a fare un viaggio lontano dalla nostra penisola?</description>	</item>	<item>		<title>Tutti i parchi!</title>		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 13:35:37 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/553-Siti/745-Tutti-i-parchi%21/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/553-Siti/745-Tutti-i-parchi%21/</link>		<description>Con l'arrivo della bella stagione e del caldo, per provare la sensazione di trascorrere qualche ora o una giornata intera all'insegna del relax e del divertimento in compagnia di amici e familiari, tra animali e scivoli basta semplicemente navigare all'interno di: &amp;nbsp;I parchi di divertimento in Italia. Questo sito, che si presenta con una home-page molto semplice e scarna di colori, &amp;egrave; alquanto ricco di informazioni utili per l'utente, infatti al suo interno troverete, divisi per regioni, i vari parchi, zoo-safari,  parchi tematici e acquatici e ancora molto altro, presenti in Italia, con le relative schede contenenti: indirizzo, recapito telefonico, email e siti web (se disponibili).Quindi la ricerca di un soggetto &amp;egrave; alquanto facile e veloce.Per chi volesse scoprire del tutto questo sito, sono presenti anche un approfondimento dedicato alla storia dei parchi (nascita, evoluzione, curiosit&amp;agrave;),  news riguardanti eventi di vario genere (musica, cultura, tempo libero) che si svolgono su tutta la penisola e recensioni su altri siti di qualsiasi natura con relativo link. Quindi, cosa aspettate? Buttatevi nel mondo dei &amp;quot;balocchi&amp;quot; e lasciate che la vostra mente si inebri di tutto ci&amp;ograve; che di coinvolgente e divertente questo sito trasmette.</description>	</item>	<item>		<title>Ristoranti italiani</title>		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 22:31:02 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/553-Siti/743-Ristoranti-italiani/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/553-Siti/743-Ristoranti-italiani/</link>		<description>Una voce fuori dal coro ... questo blog &amp;egrave; dedicato a chi ama le cose genuine e non solo in termini di cibo! I post che sono qui pubblicati sono infatti freschi e spontanei e argomentano in fatto di ristoranti: critiche e consigli spassionati riguardanti locali, pizzerie e ristoranti provati in prima persona, da persone normali ... nessuna pretesa da Guida Michelin ovviamente, ma un simpatico luogo dove scambiarsi opinioni e pareri sulla cucina, il servizio ed i prezzi!Il blog &amp;egrave; poco pi&amp;ugrave; che neonato al momento, ma ha tutti i numeri per crescere bene e poter essere, almeno per i lombardi (il webmaster sembra essere della zona), una fonte di idee e di consigli per evitare &amp;quot;fregature&amp;quot; o per trascorrere una serata in compagnia evitando sorprese sul finale.Sul blog poi collegamenti e/o recensioni di altri siti o blog a tema gastronomico o turistico o  &amp;quot;festaiolo&amp;quot;.</description>	</item>	<item>		<title>Il palazzo del governo di Sondrio</title>		<pubDate>Sun, 02 Aug 2009 13:03:01 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/741-Il-palazzo-del-governo-di-Sondrio/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/741-Il-palazzo-del-governo-di-Sondrio/</link>		<description>Il progetto del palazzo del governo a Sondrio, vincitore di un concorso nazionale nel 1930, &amp;egrave; del milanese Giovanni Muzio (1893-1982), architetto tra i pi&amp;ugrave; in vista del momento.   Lo stabile, subito battezzato &amp;quot;Palazzo del Governo&amp;quot;, and&amp;ograve; ad occupare, ridisegnandola completamente e determinando futuri sviluppi urbanistici, una vasta area compresa tra il centro storico e la stazione ferroviaria.Articolato intorno ad una corte centrale e attraversato da una galleria concepita come un pubblico passaggio, l'edificio comprende due torri: pi&amp;ugrave; alta quella della Prefettura, pi&amp;ugrave; bassa quella della Provincia, nel rispetto della scala gerarchica delle due istituzioni. Due sono peraltro anche gli ingressi, posti alle estremit&amp;agrave; della galleria e prospettanti sui due corsi che, disegnati al tempo della costruzione del palazzo, finalmente collegarono il piazzale della stazione con Piazza Garibaldi e con l'attuale Piazza Campello. Due anche i giardini, uno a sud, percorribile da parte a parte, l'altro a nord, dietro i volumi curvilinei della sala espositiva e della sala consiliare. Secondo Muzio, un edificio doveva essere rispettoso dello spirito del luogo. Ecco quindi, a Sondrio, l'uso di materiali da costruzione appartenenti alla tradizione locale come il granito, la beola, il serpentino, il legno. Ed ecco nelle parti alte dell'edificio, sopra le zoccolature in pietra, l'uso della decorazione a graffito.  All'identit&amp;agrave; locale rimandano anche i sei grandi dipinti realizzati nel 1934 da Gianfilippo Usellini sulle pareti della Sala consiliare. Eseguiti con la tecnica dell'encausto (colore a tempera sciolto nella cera fusa e fissato a caldo sulla parete) e disposti sopra un'alta pannellatura lignea, raffigurano le tipiche attivit&amp;agrave; valtellinesi: La mietitura, La vendemmia, La tessitura, La filatura e la pesca, La lavorazione del granito e l'alpinismo, La caccia e l'industria del legname, L'alpeggio</description>	</item>	<item>		<title>Una senese in carriera</title>		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 11:37:57 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/740-Una-senese-in-carriera/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/740-Una-senese-in-carriera/</link>		<description>II Palio di Siena del 16 agosto 1957 &amp;egrave; passato alla storia per la presenza in Piazza, per la prima ed unica volta, di un fantino donna. A correre sul tufo fu Rosanna Bonelli, una giovane senese soprannominata &amp;quot;Rompicollo&amp;quot;. In precedenza, solo un'altra donna aveva corso il Palio, la quindicenne Virginia Tecci, una pastorella che nel 1581 difese i colori del Drago piazzandosi seconda. Ai tempi della leggendaria Virginia, per&amp;ograve;, il Palio si correva ancora &amp;quot;alla lunga&amp;quot;, non in piazza ma per strada. &amp;Egrave; &amp;quot;Rompicollo&amp;quot;, quindi, la prima ed unica donna fantino della storia del Palio. Le vicende che la portarono sul tufo sono piuttosto curiose. Tutto cominci&amp;ograve; quando il regista Luigi Zampa approd&amp;ograve; in un'assolata piazza del Campo per girare un film con Gassman. Il film si chiamava &amp;quot;La ragazza del Palio&amp;quot; ed era la storia di una fantina. Rosanna Bonelli, allora giovanissima, approfitt&amp;ograve; della momentanea assenza di un fantino impegnato nelle riprese per sostituirsi al lui. Fu cos&amp;igrave; che, indossati giubbetto e zucchino, sal&amp;igrave; a cavallo e fece il suo primo giro in piazza. La strada che avrebbe condotto al Palio l'aspirante fantina era ormai spianata. Poco tempo dopo, infatti, la controfigura di Diana Dors, l'attrice inglese che interpretava la ragazza del Palio, cadde e si rifiut&amp;ograve; di salire di nuovo a cavallo. Come controfigura venne allora scelta Rosanna. Che indoss&amp;ograve; la parrucca bionda della Dors e gir&amp;ograve; il film. Al termine delle riprese, la produzione lanci&amp;ograve; la proposta: Rosanna avrebbe corso il Palio. Si trattava solo di trovare una contrada disposta a far correre una donna. La Selva - di cui Rosanna era originaria - si rifiut&amp;ograve; perch&amp;eacute; lo zio della giovane, allora capitano, non se la sent&amp;igrave; di far correre la nipote. L'Aquila, invece, accett&amp;ograve; di buon grado. E nell'agosto del 1957 Rosanna scese in Piazza montando Percina. Purtroppo il destino volle che &amp;quot;Rompicollo&amp;quot; cadesse al secondo giro insieme al fantino della Lupa. A vincere fu invece Vittorino per la contrada del Nicchio.</description>	</item>	<item>		<title>La flotta pisana</title>		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 10:55:22 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/737-La-flotta-pisana/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/737-La-flotta-pisana/</link>		<description>Tra il X e l'XI secolo le attivit&amp;agrave; marittime acquistano un'importanza sempre maggiore e vengono a caratterizzare sempre pi&amp;ugrave; la posizione della citt&amp;agrave; nei confronti degli altri centri dell'entroterra. Il nucleo degli abitanti della citt&amp;agrave;-porto acquista una fisionomia propria che lo differenzia dai circonvicini, pi&amp;ugrave; rigidamente sottoposti ai grandi feudatari, come il marchese di Toscana. A capo della citt&amp;agrave; si viene cos&amp;igrave; ponendo un'associazione privata sempre pi&amp;ugrave; potente, che costituir&amp;agrave; il nucleo originario del nascente comune. Nell'XI secolo si ha tutto un succedersi di imprese audacissime dei pisani, compiute dapprima al fianco dei genovesi (come nella spedizione di Sardegna del 1016), dei normanni e di Bonifacio marchese di Toscana; pi&amp;ugrave; tardi ad opera delle sole forze di Pisa. Sono imprese che non soltanto attestano la vitalit&amp;agrave; e la potenza delle flotte pisane, ma denotano anche l'importanza dell'azione antisaracena svolta da Pisa insieme con le altre citt&amp;agrave; marinare. Le due maggiori imprese anteriori alla prima crociata sono la conquista della Sardegna (1015-1016) e la spedizione contro Tunisi (1087). L'una e l'altra consentirono l'avvio di nuovi e pi&amp;ugrave; redditizi scambi commerciali, pur rinfocolando l'antagonismo coi genovesi che nel commercio aveva appunto la sua prima causa. Nel 1091-1092 il papa Urbano II, in segno di riconoscimento dei meriti conseguiti dai pisani nella lotta contro gli infedeli, concedeva alla Chiesa di&amp;nbsp;Pisa&amp;nbsp;la dignit&amp;agrave; arcivescovile e la supremazia sui vescovi di Sardegna e Corsica. In questi stessi anni venivano poste le fondamenta della cattedrale e di alcuni dei pi&amp;ugrave; importanti edifici sacri. L'arcivescovo Daiberto interveniva al concilio di Clermont (1094), che proclamava la prima crociata, alla quale i pisani avrebbero partecipato per mare con la flotta e via terra mediante contingenti di milizie.</description>	</item>	<item>		<title>La fabbrica del Duomo</title>		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 14:34:42 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/734-La-fabbrica-del-Duomo/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/734-La-fabbrica-del-Duomo/</link>		<description>La costruzione di quello che &amp;egrave; oggi il Duomo di Milano fu iniziata nel 1386 da Gian Galeazzo Visconti e terminata in epoca napoleonica. Il progetto della costruzione nei secoli sub&amp;igrave; innumerevoli variazioni e le fasi di costruzione coinvolsero grande parte della citt&amp;agrave;: i marmi destinati alla costruzione partivano dal Lago Maggiore e lungo i navigli attraversavano la citt&amp;agrave; e venivano trasportati al cantiere. Nel linguaggio popolare la fabbrica del duomo indica un lavoro destinato a subire infinite modifiche e a non terminare mai.A partire da quello che a suo tempo fu il cantiere di costruzione &amp;egrave; stato edificato un mseo, visibitabile anche in agosto, che fa parte del considerevole numero dei&amp;nbsp;musei di Milano; accanto ai pi&amp;ugrave; noti e frequentati musei ambrosiani, alla pinacoteca di Brera e a pochi passi da Palazzo Reale</description>	</item>	<item>		<title>Le origini di Monza</title>		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 15:36:30 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/732-Le-origini-di-Monza/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/687-Storia/732-Le-origini-di-Monza/</link>		<description>La citt&amp;agrave; di&amp;nbsp;Monza&amp;nbsp;sorse nei suoi primitivi insediamenti abitativi lungo le rive del Lambro, abitate allora da stirpi celtiche romanizzate attorno al 50 a. C. durante le campagne di Cesare. Il nome, pur nel contrasto di varie teorie, dovrebbe essere la risultante dell'antica Modicia (Modoicum, Moedicia, Modoetia, Monscia) o Maguntia, da cui presto Munscia e Monza. Prima castrum e poi vicus romano, con abitanti dediti alla pastorizia e all'agricoltura, Monza fornisce reperti archeologici tali da poter affermare una sicura civilt&amp;agrave; romana: ponti, acquedotti, strade e loro antiche denominazioni lo testimoniano (basti pensare all'antico Ponte di Arena in cotto e serizzo, lungo 70 metri e largo 4, ora sostituito da Ponte dei Leoni). L'avvento delle orde barbariche vede presto la cittadella divenire sede estiva di imperatori, l'ostrogota Teodorico tra i primi, che ne fece Palatium Magnum.</description>	</item>	<item>		<title>La Fiera di Milano</title>		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 02:01:12 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/727-La-Fiera-di-Milano/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/727-La-Fiera-di-Milano/</link>		<description>La &amp;quot;Fiera Internazionale di Milano&amp;quot; per il Milanesi &amp;egrave; solo e semplicemente &amp;quot;la Fiera&amp;quot;. Addirittura verso la fine del secolo scorso cominciarono le prime esposizioni di livello internazionale, in luoghi diversi da quelli attuali e crescendo via via di interesse. Fu solo nel 1920 che l'allora &amp;quot;Fiera Campionaria&amp;quot; si trasfer&amp;igrave; nell'attuale area espositiva, che and&amp;ograve; sempre pi&amp;ugrave; ampliandosi, subendo poi gravissimi danni con i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Verso la fine degli anni ottanta la Fiera Campionaria ha cominciato a perdere la sua completezza e la sua organicit&amp;agrave;, scemndo quindi di valore. Finalmente &amp;egrave; stata sostituita da innumerevoli fiere di settore che in alcuni casi sono appuntamenti di rilievo europeo od internazionale.</description>	</item>	<item>		<title>La casa di Giulietta</title>		<pubDate>Sat, 25 Jul 2009 01:07:20 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/725-La-casa-di-Giulietta/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/725-La-casa-di-Giulietta/</link>		<description>Una famiglia Dal Cappello risiedeva a&amp;nbsp;Verona&amp;nbsp;all'attuale numero 23 della omonima via, nella bella casa di impianto medievale che &amp;egrave; oggi sede del museo Casa di Giulietta. Nella chiave di volta dell'arco intero che dalla via immette nel cortile dell'edificio, troviamo infatti l'emblema che ne conferma la propriet&amp;agrave;, con il cappello scolpito a rilievo nel marmo, mentre nel suo insieme casa e cortile si presentano pesantemente modificati dal susseguirsi nei secoli di vari interventi conservativi e di restauro. L'edificio, forse gi&amp;agrave; in et&amp;agrave; tardomedievale, fu adibito a &amp;quot;stallo&amp;quot;, cio&amp;egrave; a luogo di scambi commerciali o destinato all'ospitalit&amp;agrave; dei forestieri (hospitium a Cappello). Vari interventi di riadattamento furono compiuti a partire dall'acquisizione da parte del Comune del fabbricato (1907), ridotto all'epoca in condizione di forte degrado. I lavori di restauro che portarono l'edificio esterno al suo attuale aspetto furono realizzati intorno al 1940 dall'allora direttore dei Musei Civici, Antonio Avena; vi furono cos&amp;igrave; aggiunti elementi in stile romanico e gotico di varia provenienza, perseguendo un'idea ancora romantica di Medioevo, che comport&amp;ograve; tra l'altro alcune incongruenze anacronistiche, come l'inserimento di finestre trilobate. Lo stesso celeberrimo balcone, forse in origine parte di un sarcofago, venne in quell'occasione integrato nelle parti laterali e collocato al primo piano della Casa di Giulietta, non potendo certo mancare un elemento cos&amp;igrave; essenziale della leggenda. L'intervento di Avena, spesso incurante delle norme teoriche e tecniche del restauro, si dimostr&amp;ograve; piuttosto incline a seguire, anche negli allestimenti interni, suggestioni derivanti dalle scenografie hollywoodiane del film girato da George Cukor nel 1936.</description>	</item>	<item>		<title>I quartieri di Mantova</title>		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 22:30:43 +0200</pubDate>		<guid>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/724-I-quartieri-di-Mantova/</guid>		<link>http://pieru.giorgiotave.it/blog/552-Viaggi/724-I-quartieri-di-Mantova/</link>		<description>Attorno all'anno 1000,&amp;nbsp;Mantova&amp;nbsp;era, rispetto ad oggi, una citt&amp;agrave; assai piccola, cinta di mura, che aveva il suo centro nell'attuale piazza Sordello. Aveva come confini il lago e il fossato dei Buoi, che iniziava nell'ancona paludosa di S. Agnese (oggi piazza Virgiliana), proseguiva per l'attuale via Cavour e per via Accademia, fino al lago. Attorno alla citt&amp;agrave; andavano formandosi numerosi borghi: quelli di S. Giacomo (Pradella), di S. Silvestro (nella zona della piazza Martiri di Belfiore), di S. Barnaba, di S. Egidio, di S. Martino, di S. Leonardo, di S. Giovanni&amp;nbsp;Evangelista (nella zona di piazza S. Giovanni), di S. Nicol&amp;ograve; (Anconetta). Il terreno della citt&amp;agrave; e dei borghi era formato in maggior parte da dossi e da conche ed era disagevole il passaggio da un borgo ad un altro, perch&amp;egrave; molto di questo territorio era acquitrinoso. Alla fine del XII secolo, Alberto Pitentino mise in opera un sistema articolato di arginature che, provocando la formazione di un lago artificiale, ridussero gli straripamenti delle acque del Mincio; si regolarono i fossati interni, si costruirono ponti che congiunsero la citt&amp;agrave; con altre borgate che frattanto erano cresciute al di l&amp;agrave; delle acque lacustri: borgo di Porto, detto poi Cittadella; borgo di S. Giorgio, fatto demolire da Napoleone, che sorgeva dove oggi sono l'ostello della giovent&amp;ugrave; 'Sparafucile' e la Lunetta. Si suppone che la prima divisione di Mantova in quartieri risalga all'epoca in cui la citt&amp;agrave; si organizz&amp;ograve; in libero Comune, negli anni seguenti il 1115. Il nome quartiere deriva dal fatto che la citt&amp;agrave; fu divisa in quattro parti (quarti), ognuna delle quali aveva una rappresentanza nel governo del Comune e dava il suo contributo di uomini passati alle armi. I quartieri erano: S. Stefano, S. Giacomo, S. Martino e S. Leonardo.</description>	</item></channel></rss>