
January 1, 1970

0 comments
Viaggi
Non tutti sanno che
Bergamo ospita un grande numero di fontane. Le prime risalgono ai tempi dei Romani che si occuparono della costruzione degli acquedotti del Vagine, della Boccola e del Saliente. Nel Medioevo il Comune stabilì la pubblica utilità delle fontane, curandone la salubrità della acque e l'equa ripartizione nelle diverse zone. Nel Rinascimento le fontane divennero un importante elemento decorativo e vennero costruite "a futura memoria" della potenza dei diversi rettori della città. Ancora oggi si possono ammirare in città oltre 15 fontane di epoche e stili diversi fra cui: Fontana del Contarini (piazza Vecchia), il Fontanone (piazza Giuliani, del 1342), San Pancrazio (nella piazza omonima, del 1549), Porta Dipinta (via Porta Dipinta), Sant'Agostino (a Porta Sant'Agostino, del 1574), Del Delfino (piazzetta Borgo Pignolo, del 1597), piazza Dante (del 1731), Porta Nuova (soprannominata "la zuccheriera" per la forma particolare), di Pietro Ruggeri da Stabello (piazza Pontida).

January 1, 1970

0 comments
Viaggi
Ogni annoa
Brescia, intorno alla metà di settembre, si assiste alla rievocazione storica dei festeggiamenti organizzati in occasione della visita della regina di Cipro, Caterina Cornaro, al fratello Giorgio, Podestà di Brescia, nel 1497.
La città si anima per due giorni con il Corteo Storico in costume, il Mercato Medioevale e gli spettacoli di sbandieratori e costumanti.
In Palazzo Broletto si rivive l'atmosfera del banchetto medioevale durante la "Cena della Regina", dove la stessa accoglie le autorità regionali e provinciali.
Nella giornata di domenica ha luogo la solenne Benedizione dei Cavalli e l'esibizione di musici e sbandieratori.
Nel pomeriggio si svolgono gare equestri che rappresentano le finali di gare indette precedentemenete in altri paesi della provincia, così che a fine giornata viene decretato il paese vincitore che potrà fregiarsi della "Spada della Giostra", consegnato dalla "regina" stessa.
Durante la Giostra a Brescia si può quindi assistere ad un continuo mescolarsi di feste, gare e ricostruzioni storiche in uno scenario che rappresenta un'epoca che per noi oggi assume gli allettanti connotati della fiaba.

January 1, 1970

0 comments
Storia
Il primitivo insediamento abitativo pavese si formò in data non precisa in un'importante posizione strategica, luogo di convergenza di due importanti vie: una che risaliva la riva sinistra del Po e del Ticino e l'altra che, sempre sulla sinistra, discendeva questo fiume. Sappiamo da storici romani che la popolazione stanziata sul basso Ticino era rappresentata dai Levi di origine ligure.
A fondare
Pavia, invece, secondo la tradizione, fu una tribù di nomadi che, stanca del continuo errare, giunta sulle rive di un fiume sconosciuto anziché varcarlo, fecero liberare dalla figlia del loro capo una colomba, decisi a fermarsi là dove si sarebbe posata. La colomba si posò su una quercia sulla riva sinistra del Ticino e cominciò a formare il proprio nido raccogliendo erbe e fuscelli. Questa tradizione è ricordata anche in un marmo, proveniente da un'antica porta cittadina, oggi ai Musei Civici di Pavia, nel cui bassorilievo sottostante una colomba si legge: "Hic est nidus nidorum, vae, vae, vae debellantibus eum. Cioè :"Questo è il nido dei nidi, guai a chi vi porterà guerra".

January 1, 1970

0 comments
Viaggi
Scrive lo storico Anselmo da Vairano (sec. XII) che i benedettini per far confluire alla loro chiesa (S. Pietro in
Lodi Vecchio) i fedeli ed ottenere privilegi e benefici mille ne pensarono e cento ne fecero, facendo più volte passare per fatti storici quello che era solo frutto della loro fervida fantasia. Fra queste fantasie, particolare risalto ebbe quella che riguardava la attuale Basilica di S. Bassiano. Andavano infatti dicendo che la Basilica fosse stata fabbricata nel 305 dal Vescovo S. Giuliano e che consacrata nel 325 da S. Silvestro Papa, presente Sant'Elena, la madre di Costantino, la quale donò alla Chiesa, le reliquie dei Santi Innocenti ed un pezzo di ceppo detto "boga" a cui era stato incatenato S. Pietro. Si scoperse poi che le reliquie dei S. Innocenti erano delle ossa di pollo. La "boga" invece resistette ai secoli ed ancor oggi è venerata nella Parrocchiale di Lodi Vecchio e a lei ricorrono quanti sono morsi da cani randagi. Il Vignati nel suo volume "Lodi e il suo territorio" edito nel 1859 scrisse che nel presbitero della chiesa esisteva una iscrizione che diceva "L'anno del Signore 328 - San Silvestro papa manda un nunzio apostolico - a donare la chiave di San Pietro - che oggidì si conserva in questa Chiesa - E sana di continuo i morsicati - da cani rabbiosi". La "boga" è un pezzo di ferro cui vengono attribuite miracolose proprietà taumaturgiche: infatti chi, addentato da cane idrofobo, si rechi ancor oggi a Lodi Vecchio a "baciare" la boga viene guarito dalla rabbia. Una fama questa che ha varcato i confini del territorio e prova ne sia che numerosi sono coloro che dal cremonese, dal milanese, dal piacentino e dal pavese si recano a Lodi Vecchio per venerare la sacra reliquia e ricorrere ad essa in caso di malaugurata necessità.

January 1, 1970

0 comments
Storia
La città di
Monza sorse nei suoi primitivi insediamenti abitativi lungo le rive del Lambro, abitate allora da stirpi celtiche romanizzate attorno al 50 a. C. durante le campagne di Cesare. Il nome, pur nel contrasto di varie teorie, dovrebbe essere la risultante dell'antica Modicia (Modoicum, Moedicia, Modoetia, Monscia) o Maguntia, da cui presto Munscia e Monza. Prima castrum e poi vicus romano, con abitanti dediti alla pastorizia e all'agricoltura, Monza fornisce reperti archeologici tali da poter affermare una sicura civiltà romana: ponti, acquedotti, strade e loro antiche denominazioni lo testimoniano (basti pensare all'antico Ponte di Arena in cotto e serizzo, lungo 70 metri e largo 4, ora sostituito da Ponte dei Leoni). L'avvento delle orde barbariche vede presto la cittadella divenire sede estiva di imperatori, l'ostrogota Teodorico tra i primi, che ne fece Palatium Magnum.

January 1, 1970

0 comments
Viaggi
Attorno all'anno 1000,
Mantova era, rispetto ad oggi, una città assai piccola, cinta di mura, che aveva il suo centro nell'attuale piazza Sordello.
Aveva come confini il lago e il fossato dei Buoi, che iniziava nell'ancona paludosa di S. Agnese (oggi piazza Virgiliana), proseguiva per l'attuale via Cavour e per via Accademia, fino al lago.
Attorno alla città andavano formandosi numerosi borghi: quelli di S. Giacomo (Pradella), di S. Silvestro (nella zona della piazza Martiri di Belfiore), di S. Barnaba, di S. Egidio, di S. Martino, di S. Leonardo, di S. Giovanni Evangelista (nella zona di piazza S. Giovanni), di S. Nicolò (Anconetta).
Il terreno della città e dei borghi era formato in maggior parte da dossi e da conche ed era disagevole il passaggio da un borgo ad un altro, perchè molto di questo territorio era acquitrinoso.
Alla fine del XII secolo, Alberto Pitentino mise in opera un sistema articolato di arginature che, provocando la formazione di un lago artificiale, ridussero gli straripamenti delle acque del Mincio; si regolarono i fossati interni, si costruirono ponti che congiunsero la città con altre borgate che frattanto erano cresciute al di là delle acque lacustri: borgo di Porto, detto poi Cittadella; borgo di S. Giorgio, fatto demolire da Napoleone, che sorgeva dove oggi sono l'ostello della gioventù 'Sparafucile' e la Lunetta.
Si suppone che la prima divisione di Mantova in quartieri risalga all'epoca in cui la città si organizzò in libero Comune, negli anni seguenti il 1115.
Il nome quartiere deriva dal fatto che la città fu divisa in quattro parti (quarti), ognuna delle quali aveva una rappresentanza nel governo del Comune e dava il suo contributo di uomini passati alle armi.
I quartieri erano: S. Stefano, S. Giacomo, S. Martino e S. Leonardo.

January 1, 1970

0 comments
Viaggi
La "Fiera Internazionale di Milano" per il Milanesi è solo e semplicemente "la Fiera". Addirittura verso la fine del secolo scorso cominciarono le prime esposizioni di livello internazionale, in luoghi diversi da quelli attuali e crescendo via via di interesse. Fu solo nel 1920 che l'allora "Fiera Campionaria" si trasferì nell'attuale area espositiva, che andò sempre più ampliandosi, subendo poi gravissimi danni con i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Verso la fine degli anni ottanta la Fiera Campionaria ha cominciato a perdere la sua completezza e la sua organicità, scemndo quindi di valore. Finalmente è stata sostituita da innumerevoli
fiere di settore che in alcuni casi sono appuntamenti di rilievo europeo od internazionale.

January 1, 1970

0 comments
Viaggi
Il progetto del palazzo del governo a
Sondrio, vincitore di un concorso nazionale nel 1930, è del milanese Giovanni Muzio (1893-1982), architetto tra i più in vista del momento. Lo stabile, subito battezzato "Palazzo del Governo", andò ad occupare, ridisegnandola completamente e determinando futuri sviluppi urbanistici, una vasta area compresa tra il centro storico e la stazione ferroviaria.
Articolato intorno ad una corte centrale e attraversato da una galleria concepita come un pubblico passaggio, l'edificio comprende due torri: più alta quella della Prefettura, più bassa quella della Provincia, nel rispetto della scala gerarchica delle due istituzioni. Due sono peraltro anche gli ingressi, posti alle estremità della galleria e prospettanti sui due corsi che, disegnati al tempo della costruzione del palazzo, finalmente collegarono il piazzale della stazione con Piazza Garibaldi e con l'attuale Piazza Campello. Due anche i giardini, uno a sud, percorribile da parte a parte, l'altro a nord, dietro i volumi curvilinei della sala espositiva e della sala consiliare. Secondo Muzio, un edificio doveva essere rispettoso dello spirito del luogo. Ecco quindi, a Sondrio, l'uso di materiali da costruzione appartenenti alla tradizione locale come il granito, la beola, il serpentino, il legno. Ed ecco nelle parti alte dell'edificio, sopra le zoccolature in pietra, l'uso della decorazione a graffito. All'identità locale rimandano anche i sei grandi dipinti realizzati nel 1934 da Gianfilippo Usellini sulle pareti della Sala consiliare. Eseguiti con la tecnica dell'encausto (colore a tempera sciolto nella cera fusa e fissato a caldo sulla parete) e disposti sopra un'alta pannellatura lignea, raffigurano le tipiche attività valtellinesi: La mietitura, La vendemmia, La tessitura, La filatura e la pesca, La lavorazione del granito e l'alpinismo, La caccia e l'industria del legname, L'alpeggio

January 1, 1970

0 comments
Storia
Le origine del nome di
Como non risultano del tutto chiare, ma è piacevole lasciar sbizzarrire la fantasia lungo le molteplici interpretazioni fin ora date. C'è chi vuole la città fondata da Comer Gallo, figlio di Giapeto e nipote di Noè, che 131 anni dopo il diluvio, ritenendo forse la vicinanza alle grandi masse d'acqua una tradizione di famiglia, si stabilì sulle rive del Lario; chi edificata da Como, figlio del troiano Antenore, o da una allegra compagnia devota al dio dei conviti, per l'appunto il dio Como.
Potrebbe, il condizionale è d'obbligo, anche derivare dall'ebraico "Comak" (altura, dal greco "Kome" (villaggio) o dal cimbro "Com" (guardia, protezione).

January 1, 1970

0 comments
Varie
Dario Fo è senza dubbio il più grande uomo di teatro italiano. Nato nel 1926 a Sangiano, in provincia di
Varese, studia arte e architettura a Milano all'Accademia di Brera e al Politecnico. Debutta nel 1952 come attore, iniziando contemporaneamente a scrivere e a recitare al Piccolo di Milano. Negli stessi anni affianca alla recitazione i primi lavori di critica e sceneggiatura cinematografica, collaborando con Lizzani, Parenti e Durano. Nel 1957 inizia anche il sodalizio con Franca Rame per la quale scrive e con la quale crea una compagnia teatrale. Gli spettacoli ideati, scritti e interpretati dal grande attore sono molti, fra cui vale la pena ricordare "Settimo ruba un po' meno" (1964), "L'operaio conosce 300 parole, il padrone 1000, per questo lui è il padrone" (1969), "Mistero Buffo" (1969), "Morte accidentale di un anarchico" (1970), "Dio li fa e poi li accoppa" (1984), "Il diavolo con le zinne" (1997); in questo stesso anno, egli viene insignito del premio Nobel per la letteratura.

January 1, 1970

0 comments
Storia
Nell'Alto Medioevo crebbe l'importanza di
Lecco come centro nodale delle vie che univano Bergamo e Como con il lungo lago, il fiume Adda e i Passi Spluga e Stelvio; a testimoniare ciò vi sono varie costruzioni fortificate risalenti a quell'epoca. Non è da dimenticare anche la rilevanza della produzione del ferro in quella zona, grazie alla presenza di miniere e alla possibilità della sua lavorazione presso il torrente Gerenzone.
La caratteristica forma urbana di
Lecco è da ricercare nelle sue origini medioevali: i quartieri sono poco distanziati e specializzati (quartiere agricolo, dei pescatori, militare e commerciale) così che Lecco, nel Medioevo, non definisce un'unica entità, ma un'insieme di villaggi.
Nel XII secolo venne costituito il Comune di Lecco
Fisicamente la nebbia è un fenomeno atmosferico prodotto dalla concentrazione dell'umidità dell'area nella zona dell'atmosfera più vicina al suolo ma per chi si trova a viaggiare in inverno nel centro-nord della penisola la nebbia è un nemico da combattere.
A
Milano la nebbia è un fenomeno in progressiva diminuzione e la sua scomparsa è dovuta alla crescente urbanizzazione e quindi all'aumento della temperatura e dell'inquinamento all'interno della città. Dalla fine degli anni cinquanta è sempre più raro incappare in una nebbia tale da non trovare il portone di casa; per trovarla bisogna ormai spostarsi nell'estrema periferia o nell'interland milanese o meglio ancora sulle congestionatissime tangenziali.

January 1, 1970

0 comments
Storia
Dopo ottanta anni di lotte la famiglia Visconti si impose sui Torriani nel 1311. Per 136 anni la dinastia Visconti governò la città, abbellendola e portando a compimento importanti opere pubbliche. Dopo Matteo, Azzone Visconti creò la pavimentazione delle strade di Milano con mattoni disposti a lisca di pesce, ancora oggi tipici nel centro della città. Vennero completate e restaurate le mura e le porte della città vennero adornate con la biscia, dallo stemma visconteo. Iniziarono i lavori di costruzione del Duomo e Gian Galeazzo Visconti ricevette il titolo di Duca. L'ultimo dei Visconti fu Filippo Maria, che morì senza lasciare eredi. Durante il suo regno la popolazione, finalmente sollevata dalle incombenze del servizio militare, poté dedicarsi interamente all'industria e al commercio. Durante il suo regno si affermarono le compagnie di ventura e vennero introdotte le coltivazioni di riso e gelso, preludio all'affermazione dell'industria della seta.
Con la morte di Filippo Maria Visconti iniziò il regno della dinastia Sforza, destinato a durare fino al 1535. Francesco Sforzà aprì un periodo di grandissimo fervore artistico e intellettuale che vide la costruzione di opere grandiose come il Castello Sforzesco o l'Ospedale Maggiore e l'attività a Milano di Leonardo da Vinci e Bramante.
Questo periodo di incredibile fervore economico ed artistico lasciò tracce indelebili nella città e le opere di numerosi artisti ne costituiscono imperitura testimonianza arricchendo i musei di Milano oltre a un grande numedo di collezioni private.

January 1, 1970

0 comments
Storia
L'Arengario (dal germanico HARIHRINGS, circolo dell'esercito, con rimando al fatto che i membri dell'assemblea sedevano in circolo)è un palazzo municipale d'età gotica, risalente alla seconda metà del 1200. Sorge nel centro di
Monza ed è il più importante monumento civile della città, simbolo della sua autonomia comunale. Di pianta rettangolare, al piano terra c'è il grande porticato in pietra di serizzo, utilizzato per il mercato pubblico, mentre il primo piano, in cotto, occupato da un vasto salone un tempo adibito alle adunanze, è ora spazio ideale per mostre, museo e pinacoteca. Il palazzo è fornito di una loggetta di marmo sulla facciata sud, la "parlera", da cui venivano letti i decreti comunali. una torre campanaria in cotto, merlata e cuspidata, in stile romanico - gotico, affianca il lato nordest. L'Arengario è stato restaurato nel 1890 ad opera di Luca Beltrami, mentre la torre fu ricostruita nel 1903, anno in cui viene realizzata anche la scala a chiocciola interna.

January 1, 1970

0 comments
Storia
Il "mare dei Milanesi" è in realtà poco più di un laghetto artificiale, dalla profondità media di tre metri. Viene alimentato da acque sorgive che sfociano poi nel fiume Lambro e fu costruito alla fine degli anni venti per essere usato come scalo per gli idrovolanti; in quel periodo infatti erano molto popolari gli aerei che potevano atterrare sull'acqua e solo più tardi furono sostituiti da aerei con carrello su ruote, facendo perdere all'idroscalo la sua funzione primari.
Ancora oggi durante le afose estati di
Milano molti vengono qui a trovare un po' di refrigerio; tutto l'anno vi si svolgono attività sportive come il canottaggio o la motonautica.
Bergamo è famosa per la sua divisione netta in città alta e città bassa.
Probabilmente di fondazione celtica, Bergamo acquista importanza in epoca romana e longobarda. Nel XII secolo Bergamo diventa un comune autonomo, mentre è del 1428 l'annessione a Venezia.
Dopo la costruzione delle mura si assiste ad un progressivo spostamento delle attività economiche dalla città alta a quella bassa, così che la città alta divenne il "salotto buono" ed al suo interno furono costruiti gli edifici di rappresentanza e le dimore dell'aristocrazia. La storia, con il passaggio dalla dominazione austriaca, fino all'unità d'Italia e le due guerre mondiali non hanno mutato il corso di questa naturale divisione.

January 1, 1970

0 comments
Viaggi
La fiera degli "Oh bej Oh bej" si svolge in coincidenza con la festività di Sant'Ambrogio, il 7 dicembre, e si articola nella zona circostante la basilica del Santo.
Il nome deriva dalla frase che i vari mercanti gridavano (oh belli, oh belli) declamando le virtù delle loro merci per attirare i clienti.
L'origine della festa merita di essere raccontato, anche se possono sorgere facili dubbi sulla verità storica della tradizione popolare. Secondo la leggenda, all'inizio del 1300 papa Pio IV inviò a Milano Giannetto Castiglione in missione apostolica, con lo scopo di riguadagnare l'affetto degli animi ambrosiani nei confronti della Chiesa. Castiglione, antesignano uomo di marketing, pensò bene di entrare a Milano il giorno di Sant'Ambrogio distribuendo dolcetti ai bambini e guadagnando un seguito sempre maggiore, fino ad arrivare alla basilica di San'Ambrogio.
Il week end di Sant'Ambrogio, che tradizionalmente coincide con il giorno dell'inaugurazione della stagione della Scala, è uno dei periodi più interessanti per visitare il capoluogo lombardo. Trovare un hotel a Milano in questi giorni non è impresa facile e si deve sopportare anche un certo freddo ma ne vale sicuramente la pena.