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Non tutti sanno che Bergamo ospita un grande numero di fontane. Le prime risalgono ai tempi dei Romani che si occuparono della costruzione degli acquedotti del Vagine, della Boccola e del Saliente. Nel Medioevo il Comune stabilì la pubblica utilità delle fontane, curandone la salubrità della acque e l'equa ripartizione nelle diverse zone. Nel Rinascimento le fontane divennero un importante elemento decorativo e vennero costruite "a futura memoria" della potenza dei diversi rettori della città. Ancora oggi si possono ammirare in città oltre 15 fontane di epoche e stili diversi fra cui: Fontana del Contarini (piazza Vecchia), il Fontanone (piazza Giuliani, del 1342), San Pancrazio (nella piazza omonima, del 1549), Porta Dipinta (via Porta Dipinta), Sant'Agostino (a Porta Sant'Agostino, del 1574), Del Delfino (piazzetta Borgo Pignolo, del 1597), piazza Dante (del 1731), Porta Nuova (soprannominata "la zuccheriera" per la forma particolare), di Pietro Ruggeri da Stabello (piazza Pontida).
Bergamo è famosa per la sua divisione netta in città alta e città bassa.
Probabilmente di fondazione celtica, Bergamo acquista importanza in epoca romana e longobarda. Nel XII secolo Bergamo diventa un comune autonomo, mentre è del 1428 l'annessione a Venezia.
Dopo la costruzione delle mura si assiste ad un progressivo spostamento delle attività economiche dalla città alta a quella bassa, così che la città alta divenne il "salotto buono" ed al suo interno furono costruiti gli edifici di rappresentanza e le dimore dell'aristocrazia. La storia, con il passaggio dalla dominazione austriaca, fino all'unità d'Italia e le due guerre mondiali non hanno mutato il corso di questa naturale divisione.
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